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Articolo Hatha Yoga

Hatha yoga

La meditazione e la conoscenza al di la degli opposti

AUTORE: Bruno Silvani

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Vi sono due tipi di conoscenza: quella razionale, logica, analitica e quella intuitiva, geniale,spirituale.
Secondo la filosofia orientale la prima è considerata conoscenza relativa mentre la seconda conoscenza assoluta.
La conoscenza relativa risulta utile, per esplorare il mondo materiale, la realtà duale e il creato e i suoi strumenti sono la mente e i sensi.
La conoscenza assoluta, non molto considerata in occidente, è all’ opposto della conoscenza relativa; qui la ragione e la logica non entrano in gioco perché la conoscenza è di tipo intuitivo, immediato, si conosce senza sapere è l’intuizione, l’idea geniale, la conoscenza che trascende gli opposti come caldo e freddo, giorno e notte e poiché la mente può solamente comprendere tramite opposti non è possibile spiegarla con parole.
Per capire meglio che cosa si intende per opposti e la loro alternanza, si può analizzare Il simbolo del Tao.

Esso ha origini dalla filosofia cinese Taoista e raffigura i due archetipi dei poli opposti, lo yin e lo yang e l’interazione in atto fra essi. Guardando il simbolo si vedono due parti di colore differente: il nero, yin aspetto femminile, ricettivo ecc. e il bianco, lo yang aspetto maschile, attivo ecc.
Si può notare come i due poli siano divisi da una linea sinuosa per indicare che le due parti sono in equilibrio e in rotazione alternata; inoltre c’è un’ espansione per ogni polarità, un minimo ed un massimo; dal massimo dello yin (nero) si origina lo Yang (bianco) dal massimo dello yang lo yin.
Come esempio pratico di questa interazione, si può considerare una risata ed il suo opposto, un pianto.
Una grande risata può trasformarsi in pianto ed un pianto può sfociare in una risata.
Nel simbolo sono presenti anche due punti di colore differente che indicano che lo yin non è mai completamente yin e lo yang non è mai totalmente yang.
L’espressione di questa filosofia ha dato origine al Tai Chi Chuan, una meditazione e un arte marziale allo stesso tempo.

PERCHE' SAREBBE UTILE SVILUPPARE UN TIPO DI CONOSCENZA ASSOLUTA?

Per rispondere a questa domanda, vorrei prima raccontare ciò che più mi ha colpito nei miei viaggi fatti in India.
In India si vive una realtà completamente differente dalla vita occidentale, le necessità sono essenziali e ci si accontenta di quel poco che si dispone per vivere, molti vivono alla giornata, in povertà per non dire in miseria ma nonostante questo si nota nella gente serenità, umanità, tranquillità e un accettazione della propria condizione.
Questo è sicuramente dato dalla propria cultura religiosa ma in ogni caso è quello che più colpisce. Confrontando il tenore di vita in occidente con la povertà che c’è in India ci si rende subito conto del benessere e delle comodità di cui si dispone; quindi a maggior ragione dovremmo essere anche noi occidentali sereni e tranquilli ma così non è e pur disponendo di più del necessario che serve per vivere si vive in una condizione di insoddisfazione, solitudine, insicurezza, paura, disperazione, stress.

MA PERCHE' L'INDIANO PUR VIVENDO IN MISERIA E' PACIFICO E SERENO E NOI NO?

Il disagio che vive un indiano è dato da una sofferenza tangibile fisica come può essere tangibile la fame e la sete, quindi l’indiano identifica in questo la propria sofferenza e l’accetta non potendo evitarla.
La sofferenza che può sperimentare un italiano è di natura non tangibile, mentale, è un’insoddisfazione esistenziale, collegata alla preoccupazione per un futuro incerto e un presente insoddisfacente.

MA COME PUO' LA MEDITAZIONE ESSERE DI AIUTO?

La meditazione è lo strumento che consente di sviluppare la conoscenza assoluta e trascendere la percezione degli opposti dove il soggetto e l’oggetto o il guadagno e la perdita sono considerate cose separate e non due facce della stessa medaglia.
D’altronde come potrebbe essere definito un oggetto senza il confronto di un soggetto? o un guadagno senza confrontarlo con la perdita?
Entrambi i casi necessitano del loro opposto per essere determinati ed entrambi fanno parte dell’alternanza dei contrari il “ gioco degli opposti”.
Dalla incapacità di trascendere gli opposti nasce RAGA, l’attaccamento, il desiderio sviluppato nei confronti della polarità positiva, piacevole, che da’ sicurezza ma che come opposto genera DWESA , l’avversione, la repulsione verso la polarità negativa, spiacevole, insicura.
Da RAGA e DWESA sorge DUKKHA, la continua sofferenza data dall’ attrito fra accettazione e repulsione.
Il perpetuare di questo circolo vizioso è definito AVIDYA, l’ignoranza o non conoscenza.
La soluzione a tutto ciò è il SAMADHI, la conoscenza al di la degli opposti che si realizza tramite DYANA, la meditazione.

Qualsiasi cosa creata è soggetta alla legge dei contrari – il giorno e la notte per fare un esempio - è composta, in continuo movimento e relazione, non permanente e in continua trasformazione; anche i fisici che cercano di scomporre la materia nella sua parte più infinitesimale lo confermano con la scoperta delle molecole degli atomi, il nucleo e gli elettroni e ancora oltre con la fisica quantistica e la teoria della relatività di Einstein.
Per la mentalità occidentale le filosofie mistiche orientali sono viste come tradizioni lontane e appartenenti a quelle stesse culture, soprattutto quando si parla di Illuminazione, di Risveglio, di rinascita; ma con la teoria della relatività si è arrivati ad affermare, con prove scientifiche, quello che già da più di 4500 anni i Maestri Illuminati insegnano.
Si è stabilito, che spazio tridimensionale e tempo non sono separati ma formano uno spazio - tempo quadridimensionale e che tale dimensione non è sperimentabile con i comuni sensi ma è dimostrabile solamente con formule astratte come la matematica.

Il tema dello spazio – tempo quadrimensionale è ben spiegato tramite analogia in un passo del libro Il Tao del Tai Chi di Chuan di Jou Tsung Hwa, di seguito citato:

“ Per concettualizzare la quarta dimensione, occorre aggiungere il tempo alla profondità, lunghezza e altezza.
In generale noi viviamo in un mondo tridimensionale, ma siamo continuamente in contatto tramite la mente con il fluire del tempo. Perciò il dominio del nostro pensiero si estende nel mondo quadridimensionale…
Consideriamo, noi che viviamo in un mondo tridimensionale, qualcosa che si trova in un mondo a due sole dimensioni, e cerchiamo di capire le differenze esistenti fra le varie dimensioni.
Consideriamo un valido rappresentante del mondo bidimensionale, ad esempio un ombra, la quale ha un’estensione ma non possiede uno spessore.
Immaginiamo per un momento che quest’ombra abbia la possibilità di pensare e percepire nel nostro stesso modo. In queste circostanze cosa può sentire o capire l’ombra di una mela che cade da un’albero?
un fenomeno facilmente descrivibile, ma l’ombra vive in un mondo bidimensionale, in cui è assente il senso dell’altezza, e non avrà la possibilità di sapere nulla della mela prima che essa abbia raggiunto il piano bidimensionale in cui l’ombra vive, né dopo che l’abbia attraversato.
In altri termini, l’ombra può sperimentare solo l’intersezione della mela che cade con il proprio piano bidimensionale.

All’inizio, quando la mela comincia a toccare il piano, l’ombra potrà vedere un punto di contatto. Quando la mela cade ulteriormente, l’ombra potrà vedere una serie continua di cerchi, che sono le intersezioni fra il piano e la parte inferiore della mela. Man mano che la mela cade, i cerchi saranno sempre più grandi e la loro ampiezza massima sarà raggiunta nel punto in cui il piano si interseca con la metà della mela. Dopo di che i circoli visti dall’ombra diminuiranno in ampiezza sempre più. Infine apparirà un punto che è l’intersezione del piano con la parte superiore della mela.

La descrizione che abbiamo appena dato ha l’unico scopo di dare una spiegazione dell’esperienza della caduta di una mela per una prospettiva bidimensionale come mostrato nella figura.
La situazione reale, come la possiamo vedere da un punto di vista tridimensionale, è invece mostrata nella seguente figura.

L’ombra non ha, a differenza di noi, la possibilità di capire l’intero processo della caduta di una mela dall’albero, ne può conoscere la totalità della forma della mela poiché non ha il senso dell’altezza. La sua esperienza è limitata alla larghezza e alla lunghezza del piano. Anche se fosse possibile suggerire all’ombra quale sia la forma della mela e dirle che è prima caduta da un albero e poi cadrà al suolo, ciò non cambierebbe la percezione dell’ombra, finché la sua comprensione è limitata al concetto delle due dimensioni. Per ragioni molto simili, la teoria della relatività di Einstein è difficile da capire per molti.
Poiché viviamo in un mondo tridimensionale composto da lunghezza, profondità e altezza, non possiamo comprendere la dimensione del tempo, nello stesso modo in cui l’ombra ignora l’altezza. Nessuno ha mai visto il futuro, così come l’ombra non percepisce alcuna forma prima che la mela l’attraversi, e nessuno è riuscito a trattenere il passato, così come l’ombra non è consapevole come la mela entri nel suo piano di esistenza. Possiamo percepire solo una continua serie di momenti ( il presente ), così come l’ombra può vedere solo i punti e i cerchi dell’intersezione della mela con il suo piano di esistenza. Noi siamo incapaci di cogliere il significato di questo continuo presente come l’ombra non può comprendere quale sia la forma della mela. Nessuno sa da dove provenga e dove vada, questo continuo presente.
Un modo di rispondere al problema potrebbe essere quello di trovare qualcuno che vive nella quarta dimensione. Potrebbe raccontarci la verità poiché egli non è confinato nel nostro concetto limitato di tempo. Potrebbe essere per noi quello che noi siamo per l’ombra. In altri termini, egli sarebbe in grado di vedere l’intero processo svolgersi nel tempo allo stesso modo in cui noi percepiamo la mela staccarsi dall’albero, cadere e giacere al suolo. Chi vive in un mondo quadridimensionale conosce il futuro e il passato come il presente…”

Quanto appena detto sull’unità spazio-temporale è esattamente quanto si può dire per definire la conoscenza al di la degli opposti, è anche quello che viene insegnato dalle tradizioni orientali; e cioè: che tutte le cose percepite dai sensi non hanno una reale esistenza e che quindi il crederle reali e un’illusione, che non esiste nascita e morte ma un continuo eterno presente e che la vera felicità è il superamento dell’ignoranza o falsa percezione che è la causa dell’insoddisfazione e sofferenza mentale.
Superare gli opposti vuole dire anche andare oltre il concetto di bene e male e fare esperienza di MAITRI il vero amore incondizionato e di KARUNA la compassione, intesa come comprensione della sofferenza, la quale genera il desiderio di aiuto verso chi soffre.
Quindi è importante comprendere che qualsiasi bene materiale anche prezioso non potrà mai e poi mai dare una felicità permanente ma anzi, nel momento della sua presunta o reale perdita genererà sofferenza.

Perché allora anziché anelare ad una ricchezza materiale finita non si anela ad una ricchezza spirituale infinita?
Sempre più spesso si assiste a fenomeni di corruzione, che hanno l’unico fine di acquisire maggior ricchezza in termini di denaro, ma questo che senso ha?
La vera ricchezza è: accontentarsi di poco, cercare di semplificare il proprio modo di vita, evitare troppe dispersioni e adoperarsi con zelo per coltivare la vera ricchezza: la RICCHEZZA DELLO SPIRITO.
La meditazione è una Via spirituale molto pratica che non richiede nessun orientamento religioso, se non quello di un’attitudine alla ricerca del bene più prezioso:

L'AMORE, LA COMPASSIONE E LA FRATELLANZA comuni a qualsiasi altra via spirituale.

Gli incontri di meditazione sono consigliati a tutti coloro che desiderano migliorare la qualità della propria vita. Tramite un lavoro di conoscenza interiore tante domande trovano la giusta risposta, la confusione trova chiarezza e l’insoddisfazione si trasforma in gioia. Gli incontri sono tenuti da Taishin Bruno Silvani .

Articolo di Bruno Silvani.