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Articolo M° Angelo Abbruzzo

M° Angelo Abbruzzo

L'addestramento dei Monaci Shaolin


AUTORE: M° Angelo Abbruzzo – Lama Yeshe

L'ADDESTRAMENTO DEI MONACI SHAOLIN

Lo scopo dell’insegnamento dei grandi Maestri del Sacro Tempio Shaolin, non era quello di creare combattenti invincibili, ma bensì GUERRIERI SPIRITUALI, uomini del cuore compassionevole, uomini veri.
Questi uomini, questi monaci, venivano forgiati nel corpo e nello spirito attraverso allenamenti durissimi che si svolgevano giornalmente in una delle sale del Tempio.
La pratica era sempre condotta da un Maestro che insegnava più con l’esempio che con la parola affinché gli allievi potessero sperimentare direttamente la verità di ciò che veniva trasmesso senza l’intervento del mentale che assai spesso distorce la percezione del reale.
Oltre alla meditazione i monaci venivano addestrati con la pratica dei 5 ANIMALI (WU HSING CHUAN), la MANTIDE RELIGIOSA (TAN LANG), le 18 MANI DEL BUDDHA (SHO PA LO HAN SHOU), esercizi respiratori CHI KUNG), sacre formule (MANTRAS) e tecniche di guarigione.
Raggiunto un certo livello, poi, ogni aspirante monaco riceveva l’INIZIAZIONE a pratiche specifiche miranti al raggiungimento dello stato di illuminazione (BUDDHITA’).
Naturalmente non tutti i praticanti divenivano MONACI (BIKKSHU), poiché le pratiche molto severe portavano ad una selezione tanto spontanea quanto spietata.
Quelli che riuscivano a superare le difficoltà, oltre ad essere illuminati, divenivano MONACI GUARITORI.

Le pratiche di guarigione andavano dalla imposizione delle mani (PRANOTERAPIA), all’attivazione dei vortici di energia (CHAKRAS), dall’uso di pozioni medicinali a formule magiche che conferivano al Monaco il potere di guarire, allontanare interferenze esterne ed orientare eventuali spiriti ossessori dalla persona malata.
Gli INIZIATI, raggiunto un alto livello di pratica e la padronanza del TAI CHI, ovvero la danza cosmica celebrativa dei contrari (YIN-YANG), si dedicavano solamente alla pratica meditativa ed alla preghiera per il bene, la pace e l’illuminazione di tutti gli esseri senzienti.
A questo punto un monaco diveniva BODHISATTWA, vale a dire un uomo che pulsa d’Amore e che aiuta vibrazionalmente tutti gli esseri dei 3 Mondi:
- MATERIALE
- ASTRALE
- MENTALE
Quello del Bodhisattwa è un operare costante, giorno e notte, un aiuto invisibile, un dono senza volto. E in questo dono possiamo anche vedere il significato sostanziale delle parole del CRISTO: “Nessuno ha amore più grande di colui che dona la vita per salvare i suoi fratelli.”

Storia tratta dal librio "Shaolin i segreti del sacro tempio" di Lama Yeshe.